Rassegna stampa - Energie rinnovabili 25-11-2008

Dai satelliti all’energia solare la sfida hitech di Angelantoni


L’azienda nasce nel 1932 quando Giuseppe, il fondatore, emigra dall’Umbria al capoluogo lombardo in cerca di un lavoro. Dalle prime manutenzioni di impianti frigoriferi passa presto alla produzione diretta: apparecchi domestici e camion frigo, incluso una manciata di brevetti hitech, come i compressori che riescono scendere fino a 100 gradi sotto zero. Gli affari incominciano a girare, il nome dell’impresa pure, ma nel 1968 Angelantoni cambia tutto. E se ne torna in Umbria, tra i colli martani, a coltivare il sogno dell’innovazione tra tartufi e ulivi. «Mio padre – ricorda Gianluigi Angelantoni, attuale amministratore delegato del gruppo voleva contribuire allo sviluppo della sua terra. E così con una mossa inaspettata è ripartito dalle origini». Un salto nel passato solo per quanto riguarda sede legale, perché è a Massa Martana che Angelantoni Industrie diventa una conglomerata con due linee di business ad alto tasso tecnologico. Quella del testing, nel campo dei simulatori satellitari (a partire dagli anni Ottanta), camere di prova climatiche e crash test per l’automotive, e nelle scienze delle vita, specializzata nel biomedicale. Oggi Angelantoni è un gruppo che fattura 133 milioni di euro, controlla 16 società sparse in giro per il mondo (Cina, India, Germania, Francia) e impiega 750 dipendenti, 200 di questi nel quartier generale di Massa Martana. L’export ormai pesa per l’80% dei ricavi, il 10% del giro d’affari viene investito in ricerca e sviluppo. E proprio da oltre confine il nome del gruppo è tornato prepotentemente alla ribalta.
Nel 2007 quando l’azienda vince la commessa per la fornitura di simulatore satellitare per l’Isro, l’agenzia di settore indiana, un impianto da 13 milioni di euro, alto undici metri, al cui interno si raggiungono di 263 gradi sotto zero. Da Bangalore sono poi fioccati gli ordini, dalla Spagna, dal centro spaziale di Madrid, poi in Israele, fino ad agguantare il 30% del mercato globale del comparto. Ora però con la terza generazione in azienda, si parte per una nuova meta. A guidare la svolta c’è Federica Angelantoni, 30 anni, amministratore delegato di Archimede Solar Energy. La società è l’ultima arrivata in famiglia, «ma come afferma Gianluigi Angelantoni sarà il nostro futuro core business», il cui piano industriale prevede entro 5 anni ricavi superiori a quello dalla capogruppo. Un business plan ambizioso per una start up, ma le strategie per centrare il traguardo sono già in campo. E in cantiere c’è il nuovo stabilimento di Massa Martana, 10 mila metri quadri coperti, dove a regime sono previsti 380 dipendenti, che produrrà tubi ricevitori solari ad alta temperatura, (100 mila l’anno) per le centrali del solare termodinamico, la tecnologia per l’energia rinnovabile messa a punto dal Nobel Carlo Rubbia.
I tubi forniti da Angelantoni verranno posizionati nel fuoco di una parabola di specchi che ha la funzione di concentrare l'energia solare, all'interno dei quali scorre un fluido termovettore, che trasporta il calore. Grazie a un rivestimento speciale, spettralmente selettivo, e ad un involucro che viene posto sotto vuoto, i tubi sono in grado di assicurare il massimo rendimento della luce solare (massimo assorbimento e minima emissione). Una commessa di prestigio è già in tasca, grazie al bando europeo vinto per la fornitura della centrale Enel di Priolo, la prima in Italia che utilizza la tecnologia solare termodinamica a collettori parabolici e sali fusi. Spiega Federica Angelantoni, che si è fatta le ossa nel settore come project manager all’Enea: «Il target è produrre 100 mila tubi l’anno, con un fatturato previsto intorno a 130 milioni. In Italia ci sono ancora pochi progetti ma in Spagna, Usa, Nordafrica, in Cile verranno costruite diverse centrali di questo tipo».
E intanto sono in stadio avanzato le trattative con un partner industriale per allargare il capitale a soci esterni. Il modello di sviluppo è già in casa. È quello della capogruppo Angelantoni Industrie che negli scorsi anni ha ceduto il 13% a soci di minoranza di Mps Venture Capital. Una partnership che si avvicina alla scadenza. In queste settimane, sfumato ormai il progetto di quotare Angelantoni in Borsa a causa della crisi dei mercati finanziari, si sta discutendo su un possibile rinnovo dell’alleanza oppure l’acquisto della partecipazione da parte della famiglia. «Vogliamo crescere affiancati da un socio industriale esperto in energia rinnovabile – continua Federica Angelantoni Entro l’anno ci auguriamo di chiudere la trattativa. E ci sono anche diversi investitori istituzionali interessati a sostenere Archimede Solar Energy anche in vista di un prossimo sbarco sui listini».

 
 

Smart Cities (Roma 5 giugno 2012)
SINTESI CONCLUSIVA di Federico Butera
 
 
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