Rassegna stampa - Energie rinnovabili 27-01-2009

Rivoluzione ambientale di Obama

L'uscita degli Stati Uniti dal tunnel della recessione passa in buona misura dalla riconversione ambientale della sua economia. Lo ha ribadito il presidente Barack Obama illustrando alla Casa Bianca i dettagli del suo piano per un "new deal" verde. Punti essenziali del programma d'intervento, ha spiegato il presidente, sono "l'indipendenza dell'America dal petrolio straniero", "l'approvazione entro marzo degli standard di efficienza energetica per i veicoli in vigore dal 2011" e il via libera all'Epa, l'agenzia per l'Ambiente Usa, affinché "la California possa fissare i suoi limiti alle emissioni di CO2 della automobili".

Si tratta di provvedimenti in buona parte promessi in campagna elettorale e anticipati anche oggi dal New York Times che dopo la svolta sui diritti e Guantanamo, segnano una totale inversione di rotta della nuova Amministrazione rispetto agli otto anni di George W. Bush anche in materia di ambiente e lotta ai cambiamenti climatici.

Da questo punto di vista è significativo, in particolare, l'annuncio sulla legge per le emissioni auto della California. Da diversi anni è in corso infatti un braccio di ferro tra lo Stato guidato da Arnold Schwarzenegger e il governo federale, dopo che il primo ha tentato invano di imporre sulle sue strade vincoli stringenti sulle emissioni di CO2 delle vetture incorrendo nei veti del secondo, dettati dalla lobby delle case automobilistiche. Ma se quello con la California è il contenzioso più clamoroso, nella stessa situazione si trovano altri 13 Stati frustrati sino ad oggi nei loro sforzi ambientalisti dall'ostruzionismo di Bush.

La dipendenza dal petrolio straniero e il riscaldamento globale, ha ammonito Obama, rappresentano minacce impellenti alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. "Per questo - ha aggiunto - vogliamo ribaltare la situazione: non posso promettere una soluzione rapida, ma i giorni in cui Washington trascinava i piedi sono finiti". "La mia Amministrazione - ha detto ancora il presidente riferendosi ai cambiamenti climatici - non negherà i fatti, si farà guidare da questi".

"Voglio essere assolutamente chiaro - ha sottolineato ancora Obama parlando del settore automobilistico - il nostro obiettivo non è di porre nuovi ostacoli ad una industria già in pesanti difficoltà; è di aiutare i costruttori americani a prepararsi per il futuro". Entro marzo dovrebbe quindi essere approvato un regolamento transitorio, a lungo rinviato da Bush, che a partire dal 2011 fisserà i vincoli che dovranno portare le case automobilistiche a costruire entro il 2020 mezzi in grado di percorrere mediamente 35 miglia a gallone, cioè circa 15 chilometri con un litro.

"Infine - ha concluso il presidente - vogliamo chiarire al mondo che l'America è pronta a dirigere. Per proteggere il nostro clima e la nostra sicurezza collettiva, dobbiamo organizzare una vera coalizione globale...., in modo da garantire che paesi come la Cina e l'India facciano la loro parte, come noi vogliamo fare la nostra".

 
 

100% rinnovabili ora! - Francesca Sartogo
 
 
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