Rassegna stampa - Energie rinnovabili 22-06-2010

Eolico e solare, la regione è leader in Italia

È la prima produttrice delle energie pulite in Italia. E nelle intenzioni del presidente della Regione Nichi Vendola dovrà diventare sempre più la capitale delle rinnovabili. Anche nel 2009 la Puglia è risultata la regione italiana leader per potenza generata e per numero di impianti eolici e fotovoltaici su tutto il territorio. Un record che nasce da una volontà politica ben precisa, determinata già negli anni scorsi da una serie di scelte politiche e legislative molto chiare. Da un dossier presentato nelle scorse settimane da Terna risulta chiaramente come al 31 dicembre 2009 la potenza eolica istallata fosse stimata in 1.158 MegaVoltAmpere (Mva). Un dato particolarmente importante, soprattutto se si considera che la potenza totale sviluppata da tutti gli altri impianti eolici italiani, sempre alla stessa data, è stata pari a 4.880 Mva. Per ciò che riguarda, invece, il numero complessivo di impianti eolici su tutto il territorio pugliese, nel 2008 sono stati 57 quelli censiti da Anev e Enea, con una potenza generata di 946 mega watt. La Puglia, quindi, da sola produce un terzo di tutto il resto d' Italia. L' unica regione che le fa concorrenza è la Sicilia con 1.140 Mva Un altro dato assai importante è anche quello degli investimenti, sempre in crescita. Sui tavoli dell' assessorato alle Attività produttive della Regione ci sono numerose richieste di autorizzazione alla costruzione di nuovi impianti. I dati messi a disposizione da Terna dicono che al 28 febbraio di quest' anno le domande valide per nuovi impianti eolici in Puglia sono 486 per una potenza di 30.834 Mva. Un numero record in Italia: dietro ci sono la Sicilia con 208 autorizzazioni per 12.960 Mva e la Campania con 250 richieste per una potenza di 10293 Mva. Lo stesso discorso vale per il fotovoltaico, dove la Puglia è sempre leader nel nostro paese. Il boom dei pannelli solari è stato registrato, infatti, negli ultimi due anni: a parte la richiesta per produrre un megawatt accordata nel 2007 allla Daneco Windpower a Lecce, le altre 31 autorizzazioni sono concentrate tutte tra il 2009 e i primi cinque mesi del 2010. L' obiettivo èr produrre quasi mille megawatt. Tante richieste stanno però ponendo un problema politico non certo secondario. L' Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) ha segnalato come interventi così massicci possano provocare conseguenze sgradite per l' ambiente pugliese. Il problema riguarda l' eolico ma soprattutto il fotovoltaico: i pannelli stanno invadendo le campagne in tutta la regione, prendendo il posto delle coltivazioni e di fatto stravolgendo in molti punti il paesaggio. «Le richieste per le singole centrali - spiega il direttore dell' Arpa, il professor Giorgio Assennato - si riferiscono ormai a installazioni prossime o superiori ai 10 Mw: una prima stima, ancora approssimativa, riporta nell' anno 2009 un totale di 738,23 Mw installati su 2.214 ettari. I primi mesi del 2010 presentano una richiesta di installazione pari 405 Mw per altri mille ettari. La superficie impegnata in Puglia risulterebbe già pari a quella del resto d' Italia». Troppo, secondo l' Arpa, che in una lunga lettera inviata tra gli altri al presidente Vendola segnalava i rischi a cui si sta sottoponendo la Regione: idrogeologici, ma anche stravolgimento della flora a causa delle zone d' ombra provocate dai pannelli, danni al microclina, alla fauna e al sistema elettromagnetico. «Inoltre - concludono i tecnici dell' agenzia per l' ambiente in uno dei punti più contestati dagli uffici della Regione che hanno risposto a muso duro - il divieto di installazione degli impianti in aree di pregio non risulta ancora ben codificato». A questa denuncia ha controbattuto a stretto giro il nuovo assessore all' Ambiente, Lorenzo Nicastro, che ha promesso controlli rigidissimi sulle nuove autorizzazioni per evitare danni all' ambiente. Dall' assessorato fanno comunque notare come negli anni scorsi non siano stati affatto di manica larga: dal 2006 al 2008, a fronte dell' approvazione per 824 impianti eolici, sono state respinte le richieste per 495 pale. Significa che per un totale di 1.874 Megawatt autorizzati, la Regione ha bocciato richieste per altri 1.204. Il dibattito in corso sulle tematiche ambientali non significa però che la Puglia voglia frenare le sue politiche sulle rinnovabili. Al contrario punta su una regolamentazione, vista la carente normativa nazionale, e a incentivare l' installazione del fotovoltaico nelle zone industrializzate più che nelle campagne. I numeri dimostrano che la Green economy nei prossimi anni può diventare sempre più il traino dell' economia regionale. Lo dimostrano le stime dell' Anev (Agenzia nazionale dell' energia per il vento) che, in collaborazione con Uil, ha previsto per i prossimi dodici anni (dal 2008 al 2020) un potenziale di crescita per l' eolico della regione, in termini di potenza generata e di occupati nell' indotto, pari rispettivamente a 2070 MW e 11.714 lavoratori. Nella simulazione effettuata, si prevede che saranno 2463 gli occupati diretti, mentre tutto ciò che gira intorno alla grande fabbrica dell' energia eolica sarà in grado di produrre circa 9.200 nuovi posti di lavoro. Per ciò che riguarda, invece, la potenza generata negli impianti pugliesi, questa rappresenta attualmente, sempre secondo i dati Anev relativi al 2008, circa il 45,7 per cento di quella che potrà essere generata da qui a dieci anni. Un risultato particolarmente felice se messo in relazione a dati Anev relativi alla crescita, in percentuale dell' energia prodotta grazie al vento in Puglia tra il 2007 e il 2008, che ha fatto registrare un incremento del 38 per cento. - GIULIANO FOSCHINI

Allegati:
La Repubblica, Rapporto Puglia
 
 

100% rinnovabili ora! - Francesca Sartogo
 
 
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