Rassegna stampa - Energie rinnovabili 22-06-2010

Il futuro della Puglia si gioca sulle infrastrutture

La grande partita delle infrastrutture della Puglia si gioca su due miliardi e mezzo di euro. Dalle ferrovie agli aeroporti, dalle strade ai porti, è tutto un gran pullulare di progetti e cantieri per capovolgere l' immagine che si ha di una regione che, a guardarla sulle mappe, sembra sbandi verso Est. Non è un caso che da quando s' è insediata la giunta Vendola, nella sua prima versione del 2005, il capitolo dei trasporti non s' è mai fermato, pur tra le mille difficoltà legate a fondi che arrivano col contagocce. Una corsa a ostacoli ma comunque una corsa per farne una piattaforma logistica dell' Europa verso il Mediterraneo. Guglielmo Minervini, l' assessore alle infrastrutture che ha ereditato nel Vendola II, lo scettro che fu di Mario Loizzo, ha raccolto il testimone senza fermare la corsa: «La Puglia vince la partita col suo futuro solo se comprende che deve agire come un unico sistema e non come un insieme di frammenti territoriali. In fondo la sfida è chiara: connettere il sistema pugliese per integrarlo al mondo. Stiamo mettendo in campo uno sforzo massiccio, indubbiamente senza precedenti, per il potenziamento di tutte le reti di collegamento». Massiccio l' impatto degli investimenti sulle ferrovie. Un reticolo di binari che s' inerpica sul Gargano e non dimentica il Capo Leuca. Un serpentone che corre parallelo a una costa che ha in Bari, Brindisi e Taranto gli approdi principali dal mare: «I tre principali porti pugliesi costituiscono tre nodi strategici del futuro della Puglia - spiega Minervini - Taranto per le merci con la realizzazione del quarto e quinto sporgente, l' approfondimento dei fondali, ma soprattutto la realizzazione del fascio ferroviario di collegamento tra porto e ferrovia; Bari per le persone visto il suo naturale sguardo ai Balcani mentre Brindisi con il completamento della banchina commerciale e del terminal crociere potrà rafforzare il suo ruolo nel circuito dei porti pugliesi». Basta sorvolare Brindisi per comprendere come quell' insenatura naturale che è il porto davanti alla scalinata dove muore la via Appia, non richieda grandi sforzi progettuali per collegarla all' aeroporto. Un connubio ariaterramare comune anche all' aeroporto di Bari, che tra la pista dove atterrano i velivoli e le banchine dove sempre più numerosi sbarcano i turisti delle crociere, ha visto insediarsi e svilupparsi un interporto nell' ultimo decennio. Quello del sistema aeroportuale è un fiore all' occhiello delle politiche pubbliche in materia di trasporti made in Puglia: gli scali di Bari, Brindisi, Foggia e Grottaglie sono gestiti da una società pubblica, Aeroporti di Puglia, controllata al 99% dalla Regione Puglia, e guidata dall' ingegnere Domenico Di Paola, che conosce solo incrementi di traffico a dispetto della crisi. Sul traffico aereo, la Regione Puglia non nasconde più le sue ambizioni. «Gli aeroporti se agiscono come un unico sistema integrato possono collocare sempre di più la Puglia all' interno dei grandi flussi internazionali di transito delle persone e delle merci - spiega Minervini - e non a caso gran parte delle risorse individuate nel PARFAS, già approvato anche in sede governativa e comunitaria, sono stanziate in favore del potenziamento della rete aeroportuale pugliese. Si tratta, in realtà, di un sistema già efficiente ma si tende al suo potenziamento in funzione del forte mercato emergente. Nei prossimi anni l' obiettivo si fa ancora più ardito: inserire il sistema aeroportuale pugliese nei global netwoks internazionali e intercontinentali. La Puglia come uno dei principali hub di collegamento aereo tra il Mediterraneo e l' Europa, il che richiede una buona rete di servizi». Nel 2012, per esempio, è previsto, con un collegamento ferroviario, che si arrivi in 15 minuti dall' aeroporto alla stazione di Bari, da dove spostarsi in tutta la regione. Poi, in quel fondo da due miliardi e mezzo, una fetta da 650 milioni di euro di risorse del Par Fas rappresenta il sogno nel cassetto di una quindicina di progetti. Tanti almeno rispetto alla quota da quasi 90 milioni di euro la Regione Puglia è riuscita a liberare dal vecchio Por 20002006, il programma operativo regionale finanziato con i fondi dell' Unione europea riservati alle Regioni del vecchio Obiettivo 1. Grazie a quel "recupero" di risorse si potranno finanziare una ventina di interventi come la sostituzione dei binari tra Alberobello e Locorotondo, il baricentro del territorio dei trulli. Oppure completare la tangenziale di Lecce. «Avremmo ancora parecchio da dire sugli altri progetti concretamente fattibili perché già elaborati e che potrebbero far esplodere le potenzialità del sistema infrastrutturale dei collegamenti regionali - racconta Minervini - ad esempio vorremmo indicare gli interventi programmati per il potenziamento tecnologico del porto di Bari o per la realizzazione strategica del Terminal Crociere nel porto di Brindisi. Avremmo voluto indicare i progetti per il potenziamento e l' allargamento degli aeroporti di Bari e di Brindisi o l' allungamento della pista dell' aeroporto di Foggia o della viabilità di quello di Grottaglie. Avremmo voluto inserire gli interventi per l' ammodernamento di alcuni tratti cruciali nella rete ferroviaria sulla linea San SeveroPeschici oppure su quella ManfredoniaFoggiaLucera. Non possiamo farlo, perché questi progetti sono inseriti nella nostra programmazione dei Fondi Fas. E su questi si sta consumando il più grande scippo della storia del Mezzogiorno».

Allegati:
La Repubblica, Rapporto Puglia
 
 

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