News - Energie rinnovabili 14-11-2011

Eolico: «Riapriamo le porte al vento»

MILANO - Cina batte Usa 52 a 42 Gigawatt. Nella top ten dell'energia del vento si allarga il divario fra i primi due sul podio, con l'eolico cinese in crescita a colpi di 8 gigawatt in più ogni sei mesi, come dire un'aggiunta di tutta la capacità installata in Italia maggiorata del 20%. Basta un solo parco eolico cinese, quello di Jiuquan, nel Gansu, sulla via della seta, per battere con i suoi 5.160 megawatt l'intera potenza eolica del Regno Unito. Ma anche senza arrivare a queste dimensioni estreme, è chiaro che la carica del dragone non ha eguali.

IL VENTO CINESE - Per la World Wind Energy Association (Wwea), Pechino continuerà a dominare il mercato, che ha ripreso a crescere con rinnovato vigore. Dopo la Cina, si piazzano Stati Uniti, Germania, Spagna e India, che insieme hanno il 74% della capacità globale. L'associazione ha appena rialzato le stime sulla nuova potenza installata per il 2011, che dovrebbe arrivare a 45 gigawatt in più a livello mondiale, portando il totale installato oltre i 240 gigawatt, capaci di soddisfare il 3% della domanda globale, contro i 196 gigawatt di fine 2010.
PREVISIONI - Le previsioni positive della Wwea corrispondono all'ottimismo dell'European Wind Energy Association (Ewea), secondo cui al 2020 l'eolico potrebbe soddisfare il 15% del fabbisogno elettrico europeo, soprattutto grazie alla crescita della capacità offshore. Quest'anno, le maxi-commesse sono ripartite dopo un lieve rallentamento nel 2010: da Edf che ha ordinato a Vestas 1.000 megawatt di turbine in consegna entro il 2014 a Bp che ha siglato un accordo da oltre 750 milioni di dollari con Ge per l'acquisto di 350 turbine onshore da 560 megawatt complessivi, che entreranno in funzione a fine 2012. Per l'offshore, Vestas ha invece annunciato una contratto con E.on per 267 megawatt di turbine da installare in acque inglesi e svedesi.
EUROPA - Attualmente, l'eolico fornisce il 5,5% dell'elettricità europea: nel 2010 ha prodotto 182 terawattora, da una potenza cumulativa installata di 84,3 gigawatt. Numeri destinati a triplicare nel decennio in corso, in cui sono già in campo investimenti in parchi eolici per 192 miliardi di euro. Al 2020, dunque, il vento potrà soddisfare il 15,7% del fabbisogno elettrico europeo, secondo l'Ewea, producendo 581 terawattora da 230 gigawatt di potenza installata. Uno scenario che vede l'energia del vento crescere leggermente più di quanto previsto dai piani nazionali dei vari Stati membri, secondo cui l'eolico si fermerebbe a 213 gigawatt di potenza, arrivando al 14% del mix elettrico europeo.
OFFSHORE - Dei 230 gigawatt previsti dall'Ewea al 2020, ben 40 saranno in mare. In Italia, dove scarseggiano le risorse offshore, si prevede che l'eolico passi dai 6,5 gigawatt attuali ai 15,5 nel 2020, dei quali 500 in mare. Ma in realtà il ritmo di crescita oggi è molto rallentato dall'incertezza normativa. «Fino al 2009, l'eolico italiano cresceva a colpi di 1,2 gigawatt all'anno e prevedevamo di andare avanti così, ma con il taglio degli incentivi e l'incertezza subentrata l'anno scorso la situazione è radicalmente cambiata», spiega Simone Togni, presidente dell'Anev (Associazione nazionale energia del vento). Nel 2010 la crescita si è fermata a...(continua a leggere sul Corriere della Sera)
Elena Comelli
14 novembre 2011 13:01

 
 

Smart Cities (Roma 5 giugno 2012)
SINTESI CONCLUSIVA di Federico Butera
 
 
banner eurosolar

spazio banner
NEWS dal Web
Repubblica.it » ambiente

Il progetto Tx2 promosso dal Wwf si propone di raddoppiare il loro numero entro il 2022. La minaccia più grande viene dal bracconaggio, ma a contribuire c'è...


Un team di ricercatori americani è riuscito monitorare quello che avviene nei complessi proteici vegetali durante la trasformazione di energia solare in energia...


NEWS dal Web
Legambiente.it

“Le demolizioni sono l’unico deterrente al nuovo cemento illegale”

 

“La ripresa delle demolizione degli abusi edilizi nell’Oasi del Simeto è un segnale importante che va nella direzione opposta rispetto a quella intrapresa dai comuni  siciliani che da tempo cercano una via d’uscita che salvi le case illegali dalle ruspe”.

Così commentano Vittorio Cogliati Dezza e Mimmo Fontana, rispettivamente presidente nazionale e regionale di Legambiente, l’attività  di ripristino della legalità avviata oggi dal Comune e dalla Procura della Repubblica di Catania.

Posizione in evidenza: 
Informati

leggi tutto



EUROSOLAR BulgariaEUROSOLAR Česká republikaEUROSOLAR DanmarkEUROSOLAR EspanaEUROSOLAR FranceEUROSOLAR LuxembourgEUROSOLAR ÖsterreichEUROSOLAR TürkiyeEUROSOLAR UKaltre sezioni EUROSOLAR...

Display Pagerank      © Eurosolar Italia 2008 - 2012 | webmaster: EOF