rassegna stampa - Energie rinnovabili 18-04-2012

Le case come vampiri di petrolio divorano il 35% dell’energia totale

Casa Italia è un vampiro che ogni anno consuma 46,9 milioni di tonnellate di petrolio. Vale a dire che l’interruttore della luce del dolce nido divora il 35% delle risorse energetiche, prodotte e importate, del sistema paese. E la colpa non è da addebitarsi, almeno non esclusivamente, a un popolo di spreconi dalla lampadina sempre accesa. Perché il patrimonio abitativo italiano è a tutti gli effetti un vecchio colabrodo che perde chilowattora a volontà. Il 79% degli edifici è stato costruito prima del 1980, il 65% è stato tirato su nel periodo compreso tra il dopoguerra e il 1976, data che ha visto entrare in vigore i primi provvedimenti sull’efficienza energetica. Il risultato è allarmante. Oggi — lo stima l’Ance — un’abitazione con trent’anni di età consuma in media 180200 chilowattora per metro quadro all’anno contro la media di 40 Kwhmq di un edificio di classe C, che è lo standard minimo per le nuove costruzioni. L’81,5% delle case, stando a un sondaggio di Domotecnica presentato a Expocomfort, è caratterizzato da un livello di isolamento termico valutato dagli inquilini come medio o scarso. Un percorso virtuoso di rinnovamento è stato iniziato grazie alle detrazioni al 55% per la riqualificazione energetica degli edifici. Secondo un’indagine resa nota durante la kermesse romana di Expoedilizia, per le imprese di costruzioni italiane gli incentivi per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica degli edifici hanno inciso sul fatturato per ben il 70,4% delle attività mentre solo il 18,3% indica che non incidono in alcun modo. In totale gli interventi green — lo si evince da uno studio Enea — hanno consentito di risparmiare 2.000 GWh di energia primaria. Nel corso del 2010, sono state 405 mila le pratiche totali trasmesse all’Enea, per un valore degli investimenti 4,6 miliardi di euro e 2,5 miliardi di euro l’ammontare complessivo degli importi portati in detrazione. Grandi risultati, ma ancora poco se si considera la partita in gioco. Basti pensare che se il paese più energivoro del mondo, gli Stati Uniti, si mettesse in regola con l’efficienza energetica in casa, avrebbe — lo dice uno studio Deutsche Bank — risparmi per 1.000 miliardi. In Italia invece, malgrado gli obiettivi fissati dall’Ue, che potrebbero inasprirsi, le lancette dell’orologio potrebbero tornare indietro. Infatti il primo gennaio 2013, gli interventi di risparmio energetico, che attualmente beneficiano del 55%, potranno essere detratti nella misura del 36%, frenando evidentemente lo sviluppo del settore. L’associazione dei costruttori, l’Ance, ha appena proposto un piano di riqualificazione delle città che fa perno anche sulla sostenibilità degli edifici. «Il patrimonio esistente è una grande risorsa mal utilizzata che richiede un recupero di qualità grazie a interventi di riqualificazione energetica», ha detto il presidente Paolo Buzzetti. Si tratta quindi di fissare un grande obiettivo legato alle politiche della sostenibilità che è quello di «fermare la corsa al consumo di nuovo suolo in zone impossibili da servire con il trasporto collettivo. Per ridurre tale consumo due sono le opzioni di fondo che devono essere prese in considerazione: puntare da un lato sulla densità, su tessuti urbani compatti, e dall’altra sul riutilizzo dei terreni già infrastrutturati ma oggi sottoutilizzati o abbandonati»... continua a leggere su www.repubblica.it

 
 

Smart Cities (Roma 5 giugno 2012)
SINTESI CONCLUSIVA di Federico Butera
 
 
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“Le demolizioni sono l’unico deterrente al nuovo cemento illegale”

 

“La ripresa delle demolizione degli abusi edilizi nell’Oasi del Simeto è un segnale importante che va nella direzione opposta rispetto a quella intrapresa dai comuni  siciliani che da tempo cercano una via d’uscita che salvi le case illegali dalle ruspe”.

Così commentano Vittorio Cogliati Dezza e Mimmo Fontana, rispettivamente presidente nazionale e regionale di Legambiente, l’attività  di ripristino della legalità avviata oggi dal Comune e dalla Procura della Repubblica di Catania.

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